“L’amore
è un fumo che sorge nella nebbia dei sospiri; se lo purifichi è un
fuoco che sfavilla negli occhi degli amanti; se lo agiti è un mare
ingrossato dalle loro lacrime. E che altro può essere?.....” una
funambola che cammina su una corda, la leggerezza di una festa,
un’immaginazione…. E dunque immaginiamo, immaginiamo una società
qualunque: siamo a fine 900 di un secolo qualsiasi, due amanti s’
incontrano in una qualsivoglia Verona, dove abitano personaggi quasi
inconsapevoli del “peso” che portano e sopportano… E allora, l’amore
è un fedele e sconosciuto barista, confessore e custode di segreti,
come li si confessano ad un frate, una intera famiglia è una sola
madre, un amico è un amore che assiste ad un altro amore, le antiche
contese sono quelle di sempre e un “Romeo” qualsiasi, in una
qualunque parte del mondo alzando lo sguardo può pensare che l’amore
è ….”una pazzia discreta, un’amarezza che soffoca e una dolcezza che
alla fine ti salva.”.
