Lo Strascico – breve storia di una regina
Lo Strascico non nasce per ricostruire una verità, ma per osservare il processo fatale attraverso cui una comunità trasforma il fatto in racconto e il racconto in giudizio.
È un’indagine sulla nascita della leggenda: quel punto di non ritorno in cui la ripetizione collettiva diventa verità e la realtà si piega al bisogno di narrazione.
LA GENESI DEL COLPEVOLE
Al centro dell’opera pulsa il meccanismo dell’autoassoluzione sociale.
La figura della Regina Dorilla non è un personaggio statico, bensì un corpo occupato dalle proiezioni altrui.
La comunità, incapace di reggere l’ambiguità del reale, ne semplifica la complessità concentrando il male in un unico soggetto: costruire un “cattivo” permette al resto del gruppo di preservare un’apparente innocenza.
Dorilla diventa così una funzione narrativa, l’elemento necessario affinché l’Alveare umano possa spiegare se stesso senza guardarsi troppo da vicino.
“Nessuno mente completamente. Nessuno dice il vero completamente. È proprio in questa zona intermedia che nasce la leggenda.”
In questa zona intermedia i personaggi si muovono come funzioni di un racconto collettivo: dal tentativo di ordine di Brugo alla materialità del giudizio di Tigna, fino alla lucidità dell’Indovina e allo sguardo pre-narrativo della Bambina.
